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Castelli, chiese e cascine

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Chiese, cappelle, castelli e cascine storiche accompagnano da sempre chi attraversa il territorio de La Via dei Cairoli, testimonianza di una presenza antropica che da secoli trasforma un territorio ancora oggi straordinario.

Di seguito vengono evidenziate le principali emergenze storico-architettoniche de La Via dei Cairoli:

Carbonara al Ticino

Nell’abitato principale si segnala la Chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Evangelista. Tra il 1673 e il 1753 fu ampliata, assumendo la conformazione attuale a tre navate, e arricchita da una facciata in stile neoclassico. All'interno si trovano, tra le altre immagini sacre, una pala in legno del XV secolo rappresentante una Madonna con Bambino e Arcangelo Gabriele con i SS. Ambrogio, Cìervasio, Protasio e Fermo con due cenobi, attribuita alla scuola del Bergognone (XVI sec.), ed una tela di Francesco Sampietro di Garlasco (XIX sec.).

Garlasco

Tra gli edifici sacri, si segnala la Chiesa Parrocchiale dedicata alla Beata Vergine Assunta e a San Francesco Saverio, realizzata tra il 1715 e il 1783 sul sedime della più antica chiesa di Santa Maria "Intra Muros". La facciata, ultimata nel 1831, è a due ordini sovrapposti, raccordati da volute e scanditi da quattro coppie di colonne doriche nella parte inferiore e due coppie di colonne corinzie nella superiore. Il prospetto è concluso da un frontone a profilo spezzato. L'interno si articola su tre navate. Oltre all'altare maggiore sono presenti altri cinque altari, dedicati all'Addolorata, al S. Rosario, al S. Crocifisso, a S. Antonio da Padova ed al Suffragio. Tra le opere decorative di rilievo vengono segnalati antichi affreschi quattrocenteschi,  riconducibili al corredo della chiesa preesistente, ed un crocifisso ligneo del Trecento.

La piccola Chiesa di San Rocco venne costruita nel 1570. La gran parte dei beni beni artistici di cui era dotata furono depredati in apoca napoleonica, ed oggi nella chiesa sono presenti decorazioni di artisti locali: Dino Panzarasa, Francesco Sampietro e Biagio Canevari, che per la Confraternita di San Rocco ha affrescato le due lunette e i sei medaglioni della volta del presbiterio, "La Gloria di San Rocco" al centro della volta e le tre tele dell’organo.

La Chiesa della SS. Trinità, risalente al 1612 e riedificata nel 1712, si presenta come un ampio edificio con forme barocche ad unica navata. La facciata a due ordini è ornata di delicati stucchi settecenteschi, mentre all’interno le attuali decorazioni pittoriche, risalenti al Novecento, sono opera dei maestri Vincenzo Boniforti e Biagio Canevari.

Tra tutti gli edifici sacri emerge per importanza il Santuario della Madonna delle Bozzole, intorno al quale sorge l’omonima frazione. L’edificazione del Santuario risale al 1462, in seguito ad una miracolosa apparizione della Vergine ad una fanciulla che stava venerando un'immagine mariana posta su di un piccolo tabernacolo. Alla seconda metà del Quattrocento risale la presenza del primo oratorio, più volte rimaneggiato e ampliato. Il particolare assetto attuale a croce greca è quello raggiunto alla fine del XIX secolo. Tra le opere di rilievo contenute nel Santuario si segnalano le settecentesche statue lignee di figure piangenti dette Caragnon.

Nell’abitato principale, ancora, si segnala il Castello, che fu uno dei più importanti della Lomellina. Sorto su rovine di preesistenti fortilizi medievali, nel XIV/XV secolo assunse le forme proprie della tipologia lombardo-viscontea, caratterizzata da una forma quadrilatera su corte, con torri quadrate agli angoli. Dell’edificio originale rimane oggi visibile uno dei torrioni, accanto a pochi resti di fondamenta e ad un'altra piccola torre.

Spicca, infine, il Teatro Martinetti, così intitolato nel 1920. Risalgono al 1833 le prime notizie storiche ufficiali sul “Teatro Sociale”. La struttura fu sottoposta a progressivi lavori di miglioria e modifica fino alla fine del 1800. È un interessate esempio della tradizione “imitativa” di provincia dell’architettura dei grandi teatri d’opera ottocenteschi. Il suo interno, infatti, si rifà, in dimensioni ridotte, a quello del Teatro alla Scala di Milano. La capienza del Teatro è oggi di 255 posti complessivi.

Gropello Cairoli

Tra gli edifici sacri spicca la seicentesca Chiesa Parrocchiale di San Giorgio, più volte modificata e oggi caratterizzata da una facciata in cotto dell’inizio del Novecento, dotata di porticato con tre aperture frontali e, sopra il loggiato superiore, di una statua equestre di San Giorgio fiancheggiata dai santi Pietro e Paolo. Al suo interno sono conservate sei sculture lignee policrome (Compianto sul Cristo morto) del XVI secolo.

All’altra estremità dell’abitato, verso sud-est lungo la via principale, si trova la Chiesa di San Rocco, innalzata nel 1634. Al suo interno – che presenta una sola navata – spicca una tela rappresentante Sant’Agata, Santa Lucia e Sant’Apollonia. L’organo è opera del capostipite dei costruttori pavesi Lingiardi, Giovan Battista: presenta 19 registri e 801 canne. Datato 1824 è racchiuso in una splendida cassa barocca.

Verso nord, in prossimità di Cielo Alto, è presente il Chiesuolo della Madonna del Buon Consiglio, del 1714. Costruito probabilmente sui resti di una precedente edicola del XV secolo, sembra facesse parte del complesso del Castello, essendo collocato proprio in prossimità del portone del Parco della Piacevolezza, da cui il vecchio nome “Cappella della Piacevolezza” o “Cappella di Corte”.

Del Castello trecentesco – costruito sulla base di una rocca più antica, in seguito risistemato dai Visconti e poi rimaneggiato in più occasioni - rimangono due corpi uniti ad angolo retto ed una torre angolare caratterizzata da una grande monofora ogivale a da modanature di cotto, tipicamente viscontee.

Pregevole, infine, l’edificio civile dell’ottocentesca Villa Cairoli, sorta sul sedime delle ali perdute del castello, a cui l'edificio è addossato. Nel Sepolcreto - monumento nazionale dal 1890 e in origine chiesa del castello dedicata ai Santi Carlo e Gerolamo - riposano i resti mortali dei Cairoli.

Zerbolò

Nell’abitato principale, segnaliamo la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Bartolomeo. Realizzata nel XVIII secolo sul sedime di una chiesa cinquecentesca, ha subito fino alla fine dell’Ottocento importanti rimaneggiamenti. All’interno si segnala una statua in gesso raffigurante la Madonna del Rosario, attribuita all’artista pavese Pasquale Massacra (1810-1849).

Il Castello Beccaria (XIII secolo), collocato sulla cintura esterna dell’abitato e affacciantesi sulla campagna, con il suo impianto quadrangolare a corte centrale e torre esterna sporgente, richiama lo schema del castello rurale di Peschiera Borromeo, con la differenza però di avere gli angoli e non i lati orientati secondo i punti cardinali.

Zerbolò conta, inoltre, numerose frazioni e cascine di antica origine, come la seicentesca Sedone, le  quattrocentesche Caselle e Marzo, la cinquecentesca Gaviola, la settecentesca Malpaga e le  duecentesche Limido e Guasta. Nei pressi di quest’ultima è presente una piccola chiesetta del Trecento.

La Frazione più importante di Zerbolò è comunque Parasacco, che già nel 1400 costituisce un importante agglomerato.

Qui sorge un Castello, fatto costruire dai pavesi per contrastare le continue scorribande dei milanesi, come lascia intendere il nome della frazione, che deriverebbe da “para saccum” o “parasachum”. L’epoca di costruzione viene fatta risalire al XIV secolo. L'edificio consta di una torre, che porta ancora evidenti le tracce di ponte e di passerella levatoi, ed un'ala con andamento curvo. Era una postazione fortificata, dotata di un ampio fossato di difesa. È proprietà privata.

Nella  stessa frazione segnaliamo ancora la Chiesa parrocchiale dedicata a S.Maria Avvocata, probabilmente sorta nel 1740 come ampliamento dell'originario edificio quattrocentesco. È in stile barocco e conta tre altari.

Al confine con il comune di Bereguardo è tuttora in funzione il Ponte di Barche di Bereguardo, recentemente oggetto di lavori di manutenzione non ancora definitivi. Il primo ponte su chiatte di legno costruito in questo luogo risale al 1449. Quello attuale è invece stato realizzato nel 1913 utilizzando chiatte di cemento provenienti dal Ponte della Becca.

Pavia

La Citta delle Cento Torri presenta un patrimonio di edifici sacri e civili di notevole interesse, frutto di una storia millenaria, che la vide prima capitale del regno degli ostrogoti, poi capitale longobarda ed infine del “Regnum Italicum”.

Il Castello Visconteo, la Basilica di San Michele Maggiore, la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, la Chiesa di San Teodoro, la Chiesa di Santa Maria del Carmine, la Piazza della Vittoria, il Duomo, l’Università e gli antichi Collegi sono solo alcune delle straordinarie testimonianze di un passato importante, che fanno ancora oggi di Pavia una città straordinaria.

Per ragioni di sintesi e per non tralasciare importanti informazioni, si rimanda alla breve guida turistica scaricabile dal sito della Provincia di Pavia, alle pagine tematiche del sito web del Comune di Pavia ed alle audioguide dedicate.

Chiesuolo della Madonna del Buon Consiglio - Gropello Cairoli - Foto di M.Canziani

Fonte: le informazioni sono state raccolte dai siti web dei comuni interessati e da quello della Provincia di Pavia, da altri siti web (www.infolomellina.net, www.madonnadellabozzala.it) e da pubblicazioni di P.Scotti, di V.Castoldi-M. Leonilde Fusari e del Touring Club Italiano - Lombardia.

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